Storie ordinarie di mercatini straordinari

Estate. Tempo di mercatini dell’artigianato. Tempo di fatiche da scaricatore di porto. Tempo di canottiere sudate. Tempo di auto strapiene fino all’eccesso che fanno tanto FANTOZZI VA IN VACANZA: scatole, scatoloni, tavoli pieghevoli, lampade, prese e doppie prese, prolunghe…. e sportelli di auto traboccanti che si chiudono solo con un’adeguata spinta di bacino.Manca qualcosa?
(Tranquilla, mancherà SEMPRE qualcosa, nonostante la lista dettagliata).
E poi, svuota la macchina, vai a posteggiarla (ovviamente a 1 km di distanza). Torna alla tua postazione, sistema le tue creazioni. Mannaggia al vento! Imbandisci il banchetto con i tuoi pezzi di cuore. Pezzi di cuore a cui hai dedicato un intero inverno e che adesso sono lì, a due passi dal mare, in balìa degli sguardi della gente, pronti a offrirsi, timidamente illuminati da una lampada a basso consumo energetico.
Sguardi di gente li accarezzano, o li fulminano. O li ignorano.
Tu sei sicura di te. Sei sicura di quanto hai fatto, di quanto hai messo. Tu credi in te. Molti di quegli sguardi invece no. Ma lo sai che non capiscono, che non possono capire. Cosa vuoi che siano per loro? Legni, sassi: MUNNIZZA (spazzatura). Parlano gli occhi e parlano le loro bocche, storte, in una smorfia di semi disprezzo. Tu ci rimani male, ma sai che non capiscono, che non possono capire. Ti rincuori ripetendo a te stessa: è roba per pochi. Ti imbottisci di presunzione come palliativo alla tua autostima.
Il sole, intanto, è tramontato. E la Luna è lì, a guardarti, placida e attonita. Lei ti capisce, ti fa l’occhiolino. Soprattutto, non ti giudica.
La gente ha cenato, ha la pancia piena, ed ora digerisce camminando avanti e indietro per il lungomare, fra le luci dei banchetti. 
Ho capito che esiste una tipologia di cliente per ogni tipo di creazione. Le mie piacciono tanto ai bambini che spesso rimangono a guardare e a indicare ai genitori, urlando con le loro vocine: guarda mamma! Guarda papà!
Ma piacciono pure a coloro he non hanno accantonato il bambino che è in loro. Piacciono alle persone curiose che, come me, amano leggere.
E senti subito che scatta dentro di te la molla della felicità. E cominci a sentirti leggera e ti sollevi e ti trovi faccia a faccia con la Luna. 
Certo, non và sempre bene, anzi.
Spesso torni a casa con la testa piena di complimenti e le tasche…piene di sassi.
Se poi il mercatino si è svolto nell’ambito di una sagra stai sicura che pure la testa rimarrà vuota. I money degli avventori sono tutti destinati alla panza e le bocche saranno impegnate alla masticazione.
Ho iniziato a fare i mercatini nel 2017, questa, per me, sarà la terza stagione.
Ho imparato tanto. Mi sono annoiata tanto, mi sono angosciata tanto, ho sorriso e riso tanto. Ho conosciuto tante persone, soprattutto tanti artigiani con i quali ho condiviso le gioie e i dolori dei mercatini.
Sono esperienze di vita che ti forgiano e ti insegnano, ti insegnano che niente è facile, che tutto è frutto di sacrificio, costanza, lavoro, passione. Ma alla fine potrai dire che ce l’hai fatta, che quella dietro il banchetto, ma soprattutto quello che sta sul banchetto, sei solo ed esclusivamente TU. Artigiani, raccontate di voi, delle vostre esperienze, dei vostri mercatini, delle vostre impressioni, delle vostre emozioni. Aprite i vostri bagagli di esperienze, condivideteli con noi.

danitani – Ho fatto gli studi artistici nella Mia città, Catania. Adesso vivo vicino al mare, mia fonte di ispirazione e, soprattutto, di materia prima. Realizzo lavori con materiale recuperato, sulle note immancabili del blu. https://www.instagram.com/_danitani_/

4 commenti

  • tuttoriciclato

    Bellissimo articolo Dani! Mi ritrovo nel tuo racconto… Qualcuno che si avvicina solo per far vedere all’amica che quella “roba” la fa anche lei… Mi sento morire 🙈 In compenso c’è sempre il complimento caldo e affettuoso che incentiva ad andare avanti! E poi conoscere altri artigiani e artisti è bellissimo e prezioso! ❤️ Grazie! 😘😘

    • danitani

      Natalia, quella del “lo so fare anch’io o lo faccio anch’io” è proprio una cosa straziante, per cui non sai se arrabbiarti o riderci sù. Diciamo che ne sentiamo così tante da farci scivolare addosso tutto.

  • Sere Rouge

    Sere Rouge

    Mi hai fatto volareeee aulla lunaaa 🙂 che bello, ho immaginato tutto ogni passo! Immersa in un mare di ricordi e nostalgia, ma anche rabbia e stanchezza.. sono passati tanti anni dai miei ultimi mercatini ma è un periodo che rifarei mille volte.. poi i viaggi, altri lavori e le dimensioni dei quadri ed ho messo ahahahah ora proviamo le.mostreMa! Bello, è un racconto bellissimo, una storia bellissima, la tua storia e viva chi mantiene viva la sua parte bambina <3

  • Riusandocarta

    Bellissimo articolo che rispecchia in pieno allo stesso modo l l’inquietudine e la soddisfazione miste ad ansia e felicità. Si perché il mercatino è tutto questo.. Un insieme di emozioni che si intercalano poi se arriva la pioggia c è il panico. Ma niente paura siamo attrezzati per qel piccolo buco rimasto in macchina c è entrato anche l telo. Poi torniamo a casa sfinite, stanche distrutte ma con gioia dentro di aver conosciuto altre persone, di aver capito un po’ di più la gente e tanti complimenti che a quest ora eravamo tute i miliardarie, ma che non fanno altro che aumentare autostima e fiducia. E quindi vai a l lavoro in vista del prossimo mercatino