L’ Arte come cura: la passione di Matisse

L’ Arte è un antidoto contro la paura, contro la morte. L’ Arte ci aiuta a sognare, ci aiuta a vivere i sogni. Ci discosta dalle preoccupazioni quotidiane. L’ Arte ci eleva, ci alleggerisce. L’ Arte ci cura.
A testimonianza e sostegno di ciò desidero raccontarvi un’altra storia, che si aggiunge a quella di Modigliani e di Frida.
È il 1941 e Henri Matisse, uno dei massimi rappresentanti dell’arte del ‘900, ha 71 anni ed è all’apice del successo. Ma gli viene diagnosticata una grave malattia. Si pensa che la sua vita sia ormai giunta al capolinea, e invece, dopo due operazioni e tanta sofferenza, Matisse sopravvive.
Ma non si accontenta: vuole VIVERE, lui.
Invalido, costretto sulla sedia a rotelle, non sa rinunciare alla cosa che lo ha tenuto in vita più di tutte: non sa rinunciare alla sua PASSIONE. Impossibilitato a dipingere, accantona i pennelli, ma ama troppo i colori e allora inizia a “dipingere con le forbici”. Proprio così. Seduto su una sedia a rotelle, con le forbici in mano, inizia a ritagliare delle forme da fogli di carta che la sua assistente colora con toni accesi: rosso, blu, giallo, verde. Ai suoi piedi si ammonticchiano ritagli multicolori, coriandoli di un carnevale dell’anima (il SUO carnevale) mentre le pareti bianche dello studio si riempiono di forme colorate che sembrano danzare.
Nasce così, da una necessità, la tecnica del papier découpé, una tecnica innovativa che dava vita a forme semplici, spontanee, istantanee, frutto della mano che sforbicia e dell’occhio che segue attento questo lavorìo, questo gioco creativo ( CREATIVO, pensateci bene, è sinonimo non solo di estroso, fantasioso, ma credo sia soprattutto sinonimo di CREATORE, GENERATORE).
Forme purificate, semplici, emblema di pace, di quella pace che Matisse andava cercando da una vita, perchè era ciò di cui aveva bisogno e che desiderava trasmettere: era già tutto fin troppo complicato. 
Fu così, grazie alla sua passione, che la “seconda vita” di Matisse durò altri 13 anni. 
La PASSIONE lo resuscitò. L’ ARTE lo curò. 

danitani – Ho fatto gli studi artistici nella Mia città, Catania. Adesso vivo vicino al mare, mia fonte di ispirazione e, soprattutto, di materia prima. Realizzo lavori con materiale recuperato, sulle note immancabili del blu. https://www.instagram.com/_danitani_/

2 commenti

  • Caterina Scuderi

    Caterina Scuderi

    La “resurrezione” di Matisse grazie all’arte, è un grande esempio che ci dimostra come seguire le nostre passioni possa davvero essere una medicina per il corpo e per la mente. Io sono fermamente convinta di questo perché ho avuto e ho tutt’ora la possibilità di sperimentalo su me stessa.