EUREKA!

Una leggenda racconta che, un giorno del lontano III secolo a.C., in una ridente città siciliana di nome Siracusa, un matematico di nome Archimede era immerso nella sua vasca da bagno e nei suoi pensieri. Dato che i pensieri circolano meglio nei momenti di stand-by corporeo, avendo trovato risposta a un quesito postogli dal re Gerone in merito all’autenticità di una corona, si catapultò fuori dalla vasca correndo nudo per le strade della città ed esclamando: EUREKA! EUREKA! (Ho trovato! Ho trovato!).
Questo aneddoto è la dimostrazione del fatto che la famosa lampadina, l’ispirazione, la scintilla creativa, si accendono nei momenti più inaspettati. Il cervello ha sicuramente bisogno di pace perchè quella lampadina si accenda. Deve essere libero da zavorre (meglio conosciute come preoccupazioni e incombenze quotidiane). E, come un campo, ha bisogno del suo periodo di “maggese”, per disintossicarsi e recuperare la fertilità.
Il cervello ha bisogno di… Ce le avete presenti le lunghe, infinite strade americane che si vedono nei film, circondate dal nulla? Ecco, è di quello che ha bisogno il nostro cervello: di un’infinita strada spianata, libera da erbacce ed energie negative, pronta per essere percorsa.
Ma dobbiamo pure sapere che niente ci viene regalato. Dobbiamo essere noi stessi a spianare quella strada, a ripulirla dalle “erbacce” e dagli ostacoli che ci annebbiano la creatività. 
A me è successo. Vivevo tra le sterpaglie di una vita che non lasciava spazio alle mie passioni. Poi ho preso il “tagliaerba”, l’ho azionato e, in un impeto adrenalinico, ho fatto piazza pulita di tutto ciò che nuoceva alla mia creatività. È stata una gran faticaccia ma sono riuscita a spianare quella strada, a guardare l’orizzonte pulito, pronto ad accogliermi. Ho ricominciato a dipingere e, un giorno, mentre osservavo uno dei numerosi legnetti che avevo in casa e che raccoglievo sulla spiaggia per la loro forma accattivante, si accese la lampadina ed esclamai: EUREKA!
Cominciai a dipingere su quelle radici ciò che le radici stesse mi suggerivano. Cominciai a creare composizioni con i sassi. Iniziai ad appassionarmi al riciclo e a considerarlo un elemento fondante del mio lavoro. Feci i miei primi mercatini dell’artigianato. Insomma, piano piano ingranai le marce e a velocità sostenuta percorsi la meravigliosa strada che mi ha condotto dove sono oggi. Sempre, però, con il tagliaerba in mano, pronta ad estirpare qualunque cosa intralci la strada alla mia creatività e alla mia ispirazione.
E voi? Quando è stato il momento in cui si è accesa la lampadina della creatività? Raccontatecelo nei commenti.

danitani – Ho fatto gli studi artistici nella Mia città, Catania. Adesso vivo vicino al mare, mia fonte di ispirazione e, soprattutto, di materia prima. Realizzo lavori con materiale recuperato, sulle note immancabili del blu. https://www.instagram.com/_danitani_/

3 commenti

  • Alice di Skarti Lab - Admin

    Alice di Skarti Lab - Admin

    Non per paragonarmi ad Archimede, ma anche a me è capitato di avere lampi di genio in momenti impensabili…spesso mi capita anche di iniziare con un lavoro e finire a fare tutt’altro. E quando arriva quel lampo non riesco a pensare ad altro se non a realizzare quello che ho in testa! “Ecco cosa succede quando mi vedete con la testa tra le nuvole”, vorrei dire a chi mi dice che sono la solita sbadata…non è colpa mia hahah grazie Dani i tuoi articoli danno sempre interessanti spunti di riflessione!

    • Sere Rouge

      Sere Rouge

      Non conoscevo questa storia, ed è proprio bello immaginarsi di come ciò che sembra scontato nasconda dietro tanta bellezza! Grazie per questa chicca, mi sento meno pazza ahhahah! Il mio Eureka è arrivato delle volte anche a me a mollo in una vasca o durante momenti proprio inaspettati. Mi completa, soddisfa e permette di completare un lavoro che magari tiro avanti da settimane nel giro di poche ore… e la testa fra le nuvole è l ingrediente principale! E poi, sento che Vivere la propria creatività sia già urlate ogni giorno EUREKA! <3